lunedì 18 novembre 2013

Viterbo: Incontro cittadino sulla vecchiaia: problemi, valori e forza.

La presenza crescente degli anziani nella società contemporanea evoca una questione cruciale per chiunque si trovi in prossimità anagrafica a questa condizione, per chi abbia parenti anziani in casa, operi in strutture in cui sono ricoverati anziani o svolga un’attività di volontariato rivolta la settore. Mentre l’aspettativa media di vita, secondo le confortanti proiezioni dei demografi, continuano ad allungarsi manca ancora una cultura della vecchiaia, che oggi diventa una condizione di massa, da pianificare e gestire non solo in termini di potenziamento di servizi sociali ma in ambito propriamente culturale...


L’idea dell’incontro cittadino, nasce da una triplice riflessione: la costatazione del progressivo invecchiamento della popolazione residente a Viterbo, nella Provincia e nella Tuscia in generale; il forte legame con la figura di Santa Rosa, patrona della città, il cui esempio ancor oggi mostra la forza e l’efficacia del valore spirituale e sociale della generosità verso cittadini più deboli; un confronto con l’esperienza maturata dalla Comunità di Sant’Egidio in 40 anni di servizio agli anziani, che esprimerà con la presentazione del libro “La forza degli anni- Lezioni di vecchiaia per giovani e famiglie”.

A livello statistico la popolazione della Tuscia, come quella dell’intero Paese, sta subendo un forte processo di invecchiamento; ciò comporterà anche ad un aumento degli oneri sociali a sostegno dei bisogni degli anziani. Nella provincia di Viterbo, nel decennio intercensuario 1991-2001, l’indice di vecchiaia ha registrato un balzo in avanti molto consistente, passando da 114,4 a 163,6 e risultando il più alto della regione Lazio e dell’intera nazione, arrivando a 172,41 nel 2006. Tutto il nord della provincia di Viterbo, fino ai dintorni del lago di Bolsena, presenta un indice di vecchiaia superiore alla media. Viceversa, i comuni posti a sud della provincia, soprattutto quelli maggiormente produttivi e più a ridosso della capitale, presentano degli indici di vecchiaia più bassi, in linea con i livelli regionali e nazionali. Nei piccoli centri abitati la popolazione anziana vive ancora nei borghi storici poiché legata affettivamente alla casa dove spesso è nata, cresciuta e dove desidera morire. Seppur l’ambiente domestico presenti notevoli difficoltà, (case arroccate e scavate nel tufo, scalinate ripide) di frequente l’anziano non si sente di abbandonarla completamente, salvo ovviamente gravi complicazioni di salute.
La responsabilità dell’accudimento dei più anziani ricade spesso sulle famiglie. Sostenere i nuclei famigliari nello svolgimento di questa funzione è un obiettivo principale non solo per garantire adeguate condizioni di vita ai diretti interessati, ma è condizione necessaria per assicurare il benessere dell’intera famiglia e la disponibilità di energie, fisiche e psichiche, da dedicare a relazioni gratificanti inter e transgenerazionali.

Come ebbero a ricordare nelle loro visite pastorali alla nostra Diocesi Papa Giovanni Paolo, il 27 maggio 1984, e Papa Benedetto XVI, il 6 settembre 2009, la giovane S. Rosa (co- patrona della Diocesi) è fulgido esempio di fede e di generosità verso i poveri. La sua figura ancora fortemente attuale spinge a riflettere sulla necessità di un nuovo impegno spirituale e sociale per la difesa e la vera integrazione di tutti i cittadini, soprattutto i più deboli, come gli anziani.


Un momento di riflessione nasce dalla pubblicazione del volume “La forza degli Anni. Lezioni di vecchiaia per giovani e famiglie” a cura di Don Gino Battaglia, introduzione di Andrea Riccardi (Francesco Mondadori, 2013). La Comunità di Sant'Egidio ha l'ambizione di rileggere, attraverso diversi contributi, l'esperienza di 40 anni al fianco degli anziani: dalla scoperta della loro solitudine, della loro fragilità, al piacere istruttivo della conversazione, della visita, dell'amicizia e soprattutto quel desiderio forte, espresso nei modi più diversi, di restare a casa propria nonostante la debolezza e le difficoltà.
La Comunità di Sant’Egidio presente sul territorio cittadino ha preso a cuore la realtà degli anziani residenti nel Centro Geriatrico –IPAB- Giovanni XXIII, istaurando un familiare amicizia che ha visto la realizzazione per tre anni di un Pranzo per festeggiare il Natale. Inoltre, la Comunità si è posta a servizio della Chiesa viterbese con l’aiuto nella raccolta di vestiti e generi alimentari da distribuire alla famiglie colpite dalla crisi economica.
L’opera principale della Comunità è la Preghiera animata sia nella Parrocchia di Santa Barbara sia nella Chiesa di Santa Maria del Suffragio.